La Collezione
Il museo ospita e custodisce la maggior parte dei reperti rinvenuti nel corso dei vari scavi effettuati nell’area della montagna dei Cavalli e attribuiti all’antica città di Hippana.
Questi reperti sono ospitati nella sezione archeologica del museo in cui, con un percorso di pannelli didattici ed una selezione significativa di reperti, sono illustrati i risultati delle ricerche effettuate sulla Montagna dei Cavalli. Fra i reperti più significativi, si segnalano i due diademi di argento dorato, trovati diversi anni fa da tombaroli nella necropoli ovest e recuperati dalla Soprintendenza, e un piccolo medagliere dove sono esposte tutte le monete trovate nell’abitato.
Tra queste, spiccano alcune monete rare con l’iscrizione IPA, riconducibili alla zecca di Hippana, quelle di emissione punica in bronzo e quelle che presentano cavalli e palma, cavalli in corsa e testa maschile.
Nella sala centrale è possibile altresì ammirare numerosi reperti (ceramiche acrome e figurate, statuette di terracotta, vasi di uso comune ecc.) consegnati dai cittadini di Prizzi nei decenni scorsi, provenienti dagli scavi clandestini nelle necropoli di Hippana avvenuti negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso. Alcune vetrine, infine, sono riservate ad una selezione di ritrovamenti provenienti da altri siti archeologici presenti nel territorio di Prizzi, che attestano la continuità di vita e la storia millenaria di quest’area.
Coperchio a calotta emisferica con ampio pomello modanato. Corpo e coperchio interamente a vernice nera.
Sul corpo del vaso sono raffigurati: sul lato A una figura femminile ammantata e seduta a sx, un lembo della tunica lascia scoperto uno dei seni. Acconciatura con chiffon; mano sx ripiegata in avanti nell’atto di tenere una grossa patera. Dietro la figura una colonna.
Sul lato B figura maschile nuda a sx in passo di danza; corpo ripiegato in avanti nell’atto di tenere una coppa/patera. Dietro la figura una sorta di sciarpa. Le Figure sono inquadrate tra due grosse palmette in corrispondenza delle anse. Appena sopra il piede motivo ad onda. Il coperchio è decorato con un tralcio inciso a cui sono attaccate foglie di edera a risparmio. Sul bordo fascia a risparmio con puntini neri.
Seconda metà IV sec. a.C.
Piccola ampolla usata per versare liquidi. Esso era usato per versare l’olio nella lucerna e come poppatoio per i bambini piccoli.
Corpo cilindrico con pareti a profilo convesso e rientrante. Nella parte superiore testa di Medusa a rilievo e in corrispondenza della bocca di questa, beccuccio cilindrico con estremità circolare svasata. Base piana leggermente incassata. Piccola ansa verticale a nastro.
III sec. a.C.
Vasca emisferica con carena all’esterno e orlo bifido; piede a tromba modanato; anse orizzontali a nastro con appendici laterali. Coperchio con orlo distinto e inclinato all’interno. Pomello circolare modanato con stelo cilindrico. Tratti verticali di vernice nera sulla parte superiore della vasca a risparmio. Sul coperchio due teste femminili a sx inquadrate tra due palmette presentano corona, sui capelli raccolti in un sakkos, orecchini e collana sovradipinte in bianco. Sul pomello palmetta e motivo ad onda sul bordo.
Periodo IV sec. a.C.
Usato nel mondo antico per la conservazione di olio e profumi. Orlo orizzontale a disco, corpo cilindrico e fondo convesso, due piccole prese laterali. Decorazione costituita da due filamenti di colore giallo e bianco che corrono dall’alto in basso tutt’intorno al corpo di colore blu.
III sec. a.C
Una forma tra una brocca e una bottiglia, con un orlo campaniforme alto e svasato, uno stretto collo, il corpo cilindrico e ansa verticale. Aveva la funzione di contenere unguenti e creme profumate e per questo molto frequente nei contesti funerari.
Raffigurante scene di combattimento.
IV secolo a.C.
Vasetti fusiformi con aperture strette a forma di imbuto che contenevano essenze profumate quali oli, unguenti e creme cosmetiche.
Seconda metà IV-prima metà III sec. a.C.
Rinvenuto sporadicamente nella necropoli occidentale, in frammenti, si è conservato quasi interamente il volto incorniciato da una capigliatura tirata all’indietro, con treccia ricadente sulla spalla.
Si tratta di un elegante prodotto di coroplastica greca.
Databile nel IV sec. a.C.
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