Le Origini

Memorie di Hippana: alla ricerca delle tracce perdute.

Prizzi è un comune della provincia di Palermo, situato a 1.045 metri di altitudine, nel cuore della Sicilia occidentale. Le sue origini risalgono ai superstiti della città sicana di Hippana, che prosperò fino alla conquista dei Romani durante la prima guerra punica (258 a.C.) quando, poi, l’insediamento venne abbandonato, come dimostrato dall’assenza di reperti databili ad epoche successive. 

Teatro greco di Hippana
Montagna dei Cavalli - Prizzi

Hippana

La Montagna dei Cavalli.

Di notevole rilevanza storico-culturale è l’area della Montagna dei Cavalli (Hippana), situata nel massiccio dei Monti Sicani, lungo la vallata del fiume Sosio. Questo rilievo calcareo di forma irregolarmente triangolare, che prende il nome dal termine greco ἱππο (hippo = cavallo) è uno dei centri archeologici più affascinanti della Sicilia centro-occidentale. Le ricerche, condotte dalla Soprintendenza di Palermo, hanno portato alla luce limitate aree dell’antico abitato e strutture risalenti all’età alto-ellenistica (IV-III sec. a.C.), identificabili con la città di Hippana. In particolare, nel 2007 è stato ritrovato il teatro, edificio strategico situato vicino al vertice del monte, immediatamente al di fuori delle fortificazioni dell’acropoli, la cui presenza era stata a lungo solo ipotizzata.
Durante gli scavi sono stati rivelate l’orchestra e la cavea, quest’ultima in pietra calcarea, divisa in sei settori e con una capienza di circa 3000 spettatori. Il teatro, costruito nella seconda metà del IV sec. a.C., è il più antico esempio di teatro greco finora conosciuto in Sicilia e Magna Grecia, e testimonia l’evoluzione delle strutture teatrali dell’epoca.

Punti di Interessi

Hippana racconta la sua Storia.

Tra gli altri punti di interesse e testimonianze del passato di Prizzi, degni di nota sono le opere di scuola gaginiana conservate nella chiesa di Sant’Antonio Abata, come il gruppo scultoreo della “Madonna col Bambino”, o la statua di San Michele Arcangelo nella Madre Chiesa e l’acquasantiera in marmo nella chiesa di San Sebastiano e la Torre di avvistamento.
Quest’ultima nasce p
er fronteggiare le incursioni saracene. Prizzi venne fortificata con cinte murarie e torri di avvistamento. Lo stesso nome Prizzi si fa derivare dal greco antico pyrizein, ossia “accendere fuochi”, proprio per difendersi dagli attacchi.
Dopo la conquista normanna, le torri di costruzione araba furono adibite a campanili; la più antica, ancora oggi visibile, venne restaurata nel 2013 e resa visitabile in occasione del Presepe Vivente.

Madonna col Bambino - Gruppo scultoreo
Torre di avvistamento